“Il Popolo Viola? Cinque persone che gestiscono una pagina Facebook”

“Il Popolo Viola è morto, anzi sarebbe più corretto dire che non è mai nato. Cinque persone non costituiscono un movimento, soprattutto quando l’unica cosa che fanno è gestire una pagina facebook.” A parlare è Cristina Mazzuccoli, referente nel Lazio della Rete Viola, organizzazione composta di altri 57 gruppi locali: “Noi eravamo gli attivisti del Popolo Viola, ma ne abbiamo subito preso le distanze perché contrari alla sua struttura: ‘poche teste al potere’ interessate solo a svolgere gli interessi di alcuni partiti.” Le critiche non escludono Beppe Grillo e il suo Movimento a Cinque Stelle.

Come è avvenuto il distaccamento dal Popolo Viola?

“I problemi sono iniziati in occasione della manifestazione del 5 Dicembre 2009, quando abbiamo saputo che il palco era stato pagato dall’Italia dei Valori, su richiesta di un dipendente del Partito, Gianfranco Mascia, che era anche tra i capigruppo del Popolo Viola. Eravamo in grado di pagare il palco da soli, senza la necessità di chiedere aiuto a nessuno.”

Cosa è successo in seguito a quell’occasione?

“Abbiamo incominciato ad avere chiaro che il popolo viola non fosse intenzionato ad avere una organizzazione orizzontale. A capo del movimento c’erano tre persone che prendevano decisioni e solo in seguito venivano comunicate al resto del gruppo, che non poteva far altro che attenersi. Questo non riguarda solo l’attivismo in piazza, ma anche la pagina Facebook, che in quel momento era l’unico mezzo di diffusione che avevamo.”

Perché?

“Perché nel momento in cui noi abbiamo cominciato a lamentarci scrivendo sulla pagina facebook il nostro disaccordo sugli atteggiamenti del Popolo Viola, loro di risposta ci hanno bannato, in pratica hanno trovato il metodo più funzionale per estraniarci dal movimento.”

Da chi è composto oggi il Popolo viola?

“I membri del movimento sono Paola Barbati, Silvia Bartolini, Massimo Malerba e Franz Mannino. Negli ultimi mesi anche loro hanno avuto problemi al loro interno, inevitabile quando tutti vogliono stare al comando.”

Cosa hanno fatto i suoi membri per mandare avanti il movimento?

“Il popolo viola ha sempre gestito solo la comunicazione attraverso internet, a scendere in piazza eravamo noi, tutti i comitati locali, ma essere, uso una brutta espressione,  il braccio armato di queste persone che decidevano da sole, non ci piaceva affatto.”

Quali sono i principi fondamentali della Rete Viola?

“La Rete Viola ha firmato una Carta Etica, che riprende i valori della Costituzione Italiana. Abbiamo firmato questo documento in seguito al distaccamento ufficiale dal Popolo Viola, in occasione dell’organizzazione del No B-Day 2. La Carta Etica dichiara che la rete viola ambisce ad una democrazia diretta, senza intermediazioni tra Stato e Popolo.”

Avete avuto difficoltà anche con altri movimenti?

“Abbiamo collaborato con il Movimento Cinque Stelle, con gli attivisti andiamo molto d’accordo, ma con Beppe Grillo assolutamente no. I ‘grillini’ non sono autonomi. Lui non è una persona che si mette da parte per lasciar parlare i ragazzi, anche se a sentirlo potrebbe sembrare tutto il contrario. Oltretutto per fare politica si fa pagare, i suoi comizi non sono gratuiti anche questo noi non lo condividiamo.”

Siete mai riusciti ad avere un dialogo con le istituzioni nazionali?

“No. Abbiamo tentato di confrontarci con alcuni rappresentanti del Parlamento e del Senato, ad esempio con il ministro Francesco Palma, ma fuori dalle porte di Montecitorio, ci fece cacciare in malo modo dai Carabinieri. Abbiamo provato a parlare con La Russa ma la sua unica risposta è stata quella di alzarci il dito medio.  Il sottosegretario Daniela Santanchè ci ha inveito contro urlando parolacce.”

Per quanto riguarda l’opposizione?

“Non siamo ascoltati neanche dall’Italia dei Valori, tanto meno dal Pd che ci ha trattato riprovevolmente, Fassino ci definì ‘fascisti’, quando chiedemmo spiegazioni sull’invito alla festa del Pd ricevuto da Schifani, indagato per associazione mafiosa e favoreggiamento.  Anche D’Alema ci ha sempre trattato malissimo facendoci cacciare via ogni volta che cercavamo un confronto, come in occasione del presidio davanti Montecitorio per la ‘legge bavaglio’.Gli atteggiamenti di Pd e PdL sono assolutamente identici.”

 

 

 

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