FRANK SINATRA: un oscar tra swing e ciak
Non appena “The Voice”, cosiddetto per le sue straordinarie qualità canore, nel 1952 subì una battuta d’arresto e venne licenziato dalla sua agenzia per un imprevisto abbassamento di voce dovuto ad un’ emorragia alle corde vocali, Frank Sinatra ambizioso e motivato dalla smania di superare se stesso, colse l’attimo e decise di diventare, memore e pur apprezzato protagonista cinematografico di musical anni quaranta anche al fianco di Gene Kelly, quello che non era: un attore anche drammatico.
Si propose dunque e ottenne dalla Columbia una parte di rilievo nel film” Da qui all’eternità” e grazie ad una magistrale interpretazione del soldato Maggio nella sua toccante umanità, vinse, sorprendente rivelazione, il premio Oscar come miglior attore non protagonista e per non farsi mancare niente l’anno dopo ricevette una Nomination come tormentato e intenso protagonista de “L’uomo dal braccio d’oro”.
A cavallo degli anni 50 a concludere il suo brillante decennio, Frank Sinatra continua e conferma la sua figura di attore di alto livello girando altri pregevoli film accanto ad alcune delle più prestigiose celebrità del tempo distinguendosi per l’individualità con cui caratterizza una vasta girandola di personaggi.
Eccolo in “Alta società” intrigante giornalista che s’innamora dell’algida Grace Kelly; rutilante e scanzonato partner di Marlon Brando in “Bulli e Pupe”; nei panni del dignitoso impresario in “Pal Joey” che mantenuto da Rita Hayworth spasima per Kim Novak; con indosso l’aura sfortunata del risoluto patriota tradito da Sofia Loren in “ Orgoglio e Passione” con Cary Grant; e ancora disincantato reduce e disilluso scrittore in “Qualcuno verrà” amico del giocatore Dean Martin, purtroppo incapace di ricambiare il disperato amore di Shirley Mc Laine. E non sembri strano che quest’ultima facesse parte, seppure saltuariamente, di quel clan esclusivo e chiaramente maschilista chiamato “Rat Pack” da lui fondato sul culto dell’amicizia: donna forte e leale era rassicurante e affidabile. Niente a che fare con matrimoni sfioriti, flirt improvvisi , turbolenti e impetuosi amori possessivi ,tipo quello con la fragile Ava Gardner, o passioni senili difficili da mantenere nel tempo: era un impenitente donnaiolo che aveva una malandrina tendenza alla trasgressione. In cerca di amichevoli complicità e occasioni per imporsi, anche nel campo della politica e degli affari, Frank Sinatra quasi pago d’aver dimostrato il suo valore nel cinema e ritornato sulla cresta dell’onda come cantante, a partire dagli anni 60 privilegiò quest’ultima attività pur mantenendo il suo impegno cinematografico con qualche sussulto di qualità. Imperterrito continuò per oltre un trentennio alternandole fino a che fu possibile per arrivare all’ultimo sfolgorante spettacolo del 1994: aveva quasi ottanta anni. D’altronde non poteva fermarsi prima uno a cui era piaciuto sentirsi puntato sempre addosso l’occhio di bue della vita.











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