Dentista troppo caro? Magari mi faccio una gita in Croazia…
Sarà l’effetto della crisi economica, sarà la mancata attenzione alle tendenze in atto all’estero (in particolare al di là dell’ Adriatico), ma in Italia il ‘turismo dentale’ è un fenomeno sempre più diffuso. Relativamente alle abitudini degli italiani in fatto di salute, l’agenzia di stampa Agi ha trovato che i servizi dentistici rappresentano una delle spese più alte per le famiglie italiane. Secondo i dati raccolti dal Codacons relativi agli ultimi 5 anni, circa 50.000 italiani sono andati a curarsi i denti all’estero. Anche l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani nello stesso periodo ha registrato una progressiva diminuzione delle visite dentistiche in Italia: nel primo semestre del 2011, c’è stato un ulteriore calo del 30% rispetto al 2010, tanto che alcuni professionisti del settore stanno pensando di chiudere i loro studi.
Guardando all’Est europeo, in particolare alla Croazia, Romania e Ungheria, si trovano cliniche dentistiche che oltre ad un notevole risparmio, offrono veri e propri ‘pacchetti’ comprensivi di viaggio, alloggio e trattamento e ridotti tempi d’attesa per gli interventi.
Prendiamo il caso della Croazia. Ogni giorno centinaia di italiani, soprattutto dal nord, giungono negli studi dentistici di Rijeka, Pola, Umag, Rovigno e Medulin, spinti dalla relativa vicinanza ed un risparmio medio che si aggira tra il 40% ed il 60% .
L’interesse è in crescita anche grazie alle strategie di marketing e comunicazione impiegate sia per promuovere servizi odontoiatrici sofisticati sia per suggerire ai pazienti provenienti da diverse città il mezzo migliore per giungere a destinazione.
E’ il passaparola a garantire un numero di clienti in costante crescita: raccontando le proprie esperienze di successo si convincono amici e parenti a scegliere la Croazia per le cure dentistiche. A differenza di altri paesi dell’Europa orientale, in Croazia la qualità è paragonabile a quella italiana: i materiali utilizzati sono tutti a norma europei, gli studi dei dentisti sono attrezzati rispettando gli standard europei di più alto livello, i dentisti frequentano seminari d’aggiornamento anche all’estero. Risultato: i professionisti della zona fanno affari d’oro e riescono a soddisfare pienamente le aspettative del paziente-cliente.
Cosa accade invece in Italia? Molti dentisti giustificano le tariffe da loro applicate con i costi esosi del materiale che, dicono, nel nostro paese incidono per circa il 60% sul prezzo finale. Alcuni cercano di convincere gli italiani a rimanere nel proprio paese, spaventandoli con lo scarso livello igienico degli altri paesi, la cattiva qualità dei materiali ed i potenziali gravi danni alla salute dei pazienti. Altri aggiungono le conseguenze economiche, ossia il notevole esborso di denaro che può comportare intentare una causa contro un dentista straniero. Per limitare le perdite di clienti ed evitare la chiusura degli studi, qualcuno cerca di rendere gli studi più efficienti, frequenta corsi professionali, ricorre a strategie di contenimento delle spese, decide di collaborare con altri studi dentistici o di tenere il suo da ampliare con un ‘pool’ di 5-6 dentisti. Alcuni hanno anche ipotizzato una maggiore specializzazione delle competenze, facendo curare ad alcuni gli aspetti organizzativi e ad altri la pratica clinica. Sono pochi, tuttavia, quelli che hanno ritenuto opportuno rispondere alla sfida investendo sulla qualità e ancor meno (un magro 17%) riducendo le tariffe. Oltre al prezzo, in Italia rileva la sproporzione tra settore pubblico e privato: il 90% dei dentisti è un libero professionista e solo il 30% dei cittadini si rivolge al Servizio Sanitario Nazionale per le cure dentistiche, a dimostrazione della carenza dell’offerta delle strutture pubbliche.
La prima foto è tratta da dentisticroazia.info











1 commento
Certo che i dentisti in croazia usano dei materiali di alta qualità