India, bacio sulla guancia fra amici, interviene la polizia: 20 euro di multa e denuncia in Tribunale
“Ho cercato di spiegare agli agenti che nel mio comportamento non c’era nulla di indecente, ma non erano disposti ad ascoltarmi”. La “colpa” di Kuber Swarup? Aver salutato una sua amica, in strada, con un bacio sulla guancia.
La storia è stata riportata dal quotidiano Times of India. L’episodio è avvenuto a Bandra. Il ragazzo è stato condotto in commissariato, denunciato, condannato a versare 1200 rupie (circa 20 euro) e ad ascoltare obbligatoriamente una lezione su “Cultura e tradizioni indiane”.
C’è da dire che, per fortuna, molti cittadini hanno reagito protestando nei confronti della polizia; quest’ultima invece si è difesa confermando di non poter permettere “atteggiamenti indecenti in un luogo pubblico”.
Secondo quanto ricostruito, Kuber dopo una chiacchierata con una amica, ha fermato un taxi per lei ed al momento di salutarla l’ha abbracciata dandole anche un bacio su una guancia; la “confidenza” però è stata notata da una pattuglia della polizia che era vicina. Il giovane indiano a sua discolpa ha giurato agli agenti che quel modo di salutare era per lui un fatto comune, tanto da abbracciare e baciare anche amici e parenti.
I poliziotti sono stati irremovibili; un portavoce ha spiegato che “simili comportamenti in luoghi molto transitati sono proibiti dalla legge”. Dopo essere stato interrogato il giovane Kuber ha potuto riacquistare la sua libertà, non prima di aver pagato la multa ed essersi sorbito la conferenza prevista dal Bombay Police Act. La prossima settimana dovrà presentarsi dinanzi al giudice.
L’episodio ha suscitato interventi di solidarietà nei confronti. del ragazzo indiano. Alcuni cittadini che vivono a Bandra hanno sottolineato che la polizia, invece di multare, dovrebbe “sensibilizzare i più giovani su ciò che costituisce realmente un atteggiamento indecente ed anche spiegare loro come comportarsi senza ledere le tradizioni ma restare a contatto con i tempi che cambiano”.
Per leggere l’articolo pubblicato su Times of India:











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