Henri Cartier-Bresson, emozioni in bianco e nero

La mostra fotografica di Henri Cartier-Bresson, a Roma, Palazzo Incontro, fino al 6 maggio 2012, è una selezione di quarantaquattro fotografie scelte e commentate da intellettuali, scrittori, critici, fotografi o anche  semplicemente grandi amici del maestro della fotografia.

Le foto tutte in bianco e nero evocano una costante sensazione di drammaticità.

Nelle fotografie di Bresson, infatti, l’aspetto commovente e teatrale è costante e non basta la luce del sole o il sorriso di un bambino a smorzare una latente eppur costante malinconia.

Non arriva, come nel caso di McCurry ( al Macro fino al 29 aprile ) la forza del colore a stemperare la crudezze della realtà. Entrambi scenici esprimo una forza descrittiva assai diversa.

Le quarantaquattro fotografie del fotografo francese, attraversano principalmente tre decenni ( 1930-1960) e sarà proprio quel particolare periodo storico a rendere palpabile, anche negli scatti meno tragici, la sensazione dell’imminente orrore di una guerra, il suo inevitabile compiersi e le macerie scavate nei volti oltre che tra i calcinacci delle strade. “La linea di mira testa, occhio e cuore” come l’avrebbe definita Bresson è però sempre elegante, anche quando testimonia le miserie di un campo di concentramento. O quando, in un’atmosfera diametralmente opposta, ci regala l’intimità di uno scatto del Maestro Matisse che disegna tra candide colombe.

Bresson e la sua Leica erano compagni di vita inseparabili, lui la portava sempre con se, attaccata al collo, a sfiorargli il cuore verrebbe da pensare, poiché, come ogni grande fotografo dimostra, per immortalare la vita bisogna farsi trovare pronti sapendo cogliere i suggerimenti che ci offre.

Quasi sempre degli scatti meravigliosi sono già lì e ci vengono incontro come testimonia il suo celebre scatto parigino all’amico Giacometti. O mentre sembrano aspettarci sulle rive di un fiume, o indicarci in un semplice gesto della mano la spiritualità sospesa di una nuvola su un altopiano del Kashmir.

Certo Bresson è considerato il più grande fotografo dello scorso secolo ed il suo genio si eleva al di sopra di un semplice osservatore: è tecnica, maestria nell’uso della luce, creatività nel saper individuare l’ironia surreale di semplici passanti.

Le due immagini proposte nell’articolo fanno parte della mostra a Palazzo Incontro

TAGS: , , , , , , ,

0 commenti

Puoi essere il primo a lasciare un commento.

Lascia un commento

Devi essere loggato per inserire un commento.