25 aprile, omaggio a Vera, la partigiana di “Radio Rosa”
Storia di una partigiana. A Viareggio si ricorda Vera Vassalle, medaglia d’oro al valor militare. La motivazione del Comune: “Vorremmo rendere omaggio a tutte le donne arrestate e condannate dal tribunale speciale fascista; alle donne deportate in Germania e alle donne fucilate o cadute in combattimento. Anche a quelle donne che durante la guerra hanno sopportato di tutto per poter accudire, sovente da sole, ad intere famiglie”.
Vera nasce a Viareggio nel 1920. Di fede antifascista, dopo l’armistizio siglato tra Badoglio e il generale Eisenhower l’otto settembre 1943, prende parte attiva alla Resistenza, nel gruppo che gravitava intorno al cognato Manfredo Bertini.
In quel periodo i partigiani avevano innumerevoli problemi cruciali da risolvere, uno su tutti quello del reperimento armi. Problema che poteva essere risolto solo trovando un canale di comunicazione con gli angloamericani. Vera viene incaricata di raggiungere gli alleati in meridione, a Taranto, e subito accetta. Lì viene addestrata dagli esperti dell’Office Strategic Service, l’organismo che nel dopoguerra lascerà il posto alla CIA. Una volta raggiunta la preparazione necessaria le viene affidata una ricetrasmittente e dopo un viaggio fatto di privazioni e pericoli, il 19 gennaio 1944 è di nuovo a Viareggio.
La missione, a causa della negligenza del radiotelegrafista, fallisce. Ma Vera non si da per vinta e arriva a Milano, dove ottiene nuovi piani di trasmissione e un nuovo tecnico, Mario Robello, che a marzo viene paracadutato sulle montagne della Lucchesia.
Finalmente operativa “Radio Rosa” invierà oltre trecento messaggi, dai quali deriveranno anche sessantacinque aviolanci di armi e di rifornimenti a brigate partigiane di Toscana e Liguria.
Il 2 luglio 1944 i tedeschi individuano la ricetrasmittente,e fanno irruzione nella sede della radio. “Di tale scena sono stata testimone oculare – racconta Vera – trovandomi alla finestra di una casa vicina. I tedeschi credendo che un pensionato, che per caso si trovava nei pressi del portone, fosse un altro nostro agente, lo uccisero con una raffica di mitra. Io ero riuscita a fuggire, portando con me tutta la documentazione inerente al servizio.”
Richiamata al comando dell’OSS a Siena, continua l’attività di sostegno alleato ai partigiani italiani.
Dopo la liberazione insegna alla scuola elementare di Cavi di Lavagna, che le è stata intitolata dopo la sua morte, nel novembre 1985.
Ventiquattrenne, di eccezionali doti di mente, d’animo e di carattere, all’atto dell’armistizio, incurante di ogni pericolo, attraversava le linee tedesche e si presentava ad un comando alleato per essere impiegata contro il nemico. Seguito un breve corso d’istruzione presso un ufficio informazioni alleato, volontariamente si faceva sbarcare da un Mas italiano, in territorio occupato dai tedeschi. Con altro compagno R. T. portava con sé una radio e carte topografiche, organizzava e faceva funzionare un servizio dì collegamento fra tutti i gruppi di patrioti dislocati nell’appennino toscano, trasmettendo più di 300 messaggi, dando con precisione importanti informazioni di carattere militare. La sua intelligenza e coraggiosa attività rendeva possibile sessantacinque lanci da aerei a patrioti. Sorpresa dalle SS tedesche mentre trasmetteva messaggi radio riusciva a fuggire portando con sé codici e documenti segreti e riprendeva la coraggiosa azione clandestina. Pochi giorni prima dell’arrivo degli alleati passava nuovamente le linee tedesche portando preziose notizie sul nemico e sui campi minati. Animata da elevati sentimenti, dimostrava in ogni circostanza spiccato sprezzo del pericolo. Degna rappresentante delle nobili virtù delle donne italiane.
— Italia occupata, settembre 1943 – luglio 1944.
Nella prima foto, partigiani sfilano a Milano; nella seconda,Vera Vassalle in Toscana











0 commenti
Puoi essere il primo a lasciare un commento.