Il pranzo di Giacomino
Via delle Fornaci, San Pietro. Ore 11.00. Mi accorgo di avere il bagagliaio aperto, così accosto e scendo per chiuderlo bene. Alla mia destra, a un paio di metri, il portone di un palazzo, e sulla soglia una signora che mi fissa. E’ piccolina e molto anziana.
- Giacomino! – esclama venendomi incontro.
Sto per dirle che non sono Giacomino, quando alza la mano e mi accarezza la guancia. Ha gli occhi piccoli e azzurri, ma visibilmente assenti.
- Giacomino… – sussurra continuando ad accarezzarmi – vieni su che è pronto il pranzo.
Sono imbarazzatissimo. La signora mi sorride e non so che dire. Dopo qualche secondo vedo uscire dal portone una donna robusta.
- Signora! – dice correndo verso di noi.
Il suo accento è di qualche paese dell’est.
- Signora quante volte detto che non deve uscire di casa – la rimbrotta con dolcezza e pazienza.
La signora la guarda.
- E’ arrivato mio figlio per pranzo.
La donna si rivolge a me: – Scusi, io sono la badante, e appena distraggo un attimo signora esce subito di casa.
Tornano verso il palazzo. La signora tiene il volto girato. Mi guarda ancora. D’istinto alzo la mano e la saluto. Lei continua a guardarmi e a camminare, fino a sparire oltre il portone sottobraccio alla sua badante.











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