Coppie di fatto: i Pacs spiegati con ironia in un video d’animazione
Come recita un assioma della comunicazione “un’immagine vale più di mille parole”. E se l’argomento sono i “Pacs” e le coppie di fatto, argomento che in Italia suscita sempre un dibattito acceso, allora, forse, una animazione che strappa un sorriso arriva al punto focale senza inutili sofismi.
Daniele Bonomo, in arte, Gud, sembra aver capito bene il concetto. Disegnatore e fumettista, Bonomo si è diplomato alla Scuola Internazionale di Comics. Dirige il settimanale umoristico on line www.segnalidifumo.it ed è co-curatore, con Sergio Badino, della rivista semestrale “Mono” edita da Tunué. Dal 2001 insegna fumetto, scenografia per l’animazione e storia del fumetto presso la sede romana della Scuola Internazionale di Comics e cura laboratori di narrativa disegnata per scuole e per il Centro italiano di Solidarietà. Proprio all’interno dei laboratori della Scuola è stato realizzato “Pacs in terra”, per la regia di Enrico Paolantonio. Un videoclip a fumetto ironico e di sicuro impatto, non solo visivo (http://www.youtube.com/watch?v=rb6IblLg-aQ).
Daniele, per esprimersi, nel suo lavoro, ha scelto le immagini: foto, video, fumetti. Quanto c’è di pura passione e quanto di scelta oculata e maggiormente adatta a veicolare un fine culturale e sociale?
“La passione nei confronti delle arti visive mi ha sempre accompagnato quindi la scelta del fumetto come mezzo per raccontare storie è stata quasi obbligata. Molti trovano nella musica o nella scrittura la loro strada per comunicare, io l’ho trovata nel disegno, e in particolare nel racconto con il disegno. Anche sul mio blog (http://www.gud.it) sono spesso in difficoltà nell’esprimere delle idee con le parole, mentre mi rendo conto che gli stessi concetti prendono forma in maniera naturale con le immagini”.
Tra le tematiche sociali che ha trattato c’è quello delle coppie di fatto, argomento che a tutt’oggi divide l’opinione pubblica. Come mai ha scelto di occuparsene e cos’ha raccolto da questa esperienza?
“La possibilità negata per due persone di essere riconosciute come coppia è una stortura della nostra società. Ho molti amici che potrebbero vedere riconosciuta la loro posizione, ma che per ragioni di ottusità burocratica, non riescono a far valere i propri diritti. Quando si è presentata l’opportunità, insieme a Enrico Paolantonio (supervisore del corso) e ai miei studenti abbiamo deciso di affrontare l’argomento con ironia e realizzare un cortometraggio animato”.
“Pacs in terra”. Come nasce l’idea?
“Da undici anni insegno alla Scuola Internazionale di Comics di Roma, e in particolare mi occupo delle scenografie per il corso di animazione. Ogni anno realizziamo un cortometraggio animato su tematiche sociali ed è venuto automatico parlare di un tema che mi sta molto a cuore. Gli studenti sono stati entusiasti e ognuno di loro ha contribuito alla riuscita del progetto, che, pur essendo un lavoro scolastico, non ha nulla da invidiare ad un cortometraggio professionale”.
Pensa che siano stati fatti dei passi in avanti in termini di legalizzazione dei Pacs?
“Dopo un grande clamore mediatico di qualche anno fa, sull’onda delle riforme spagnole di Zapatero, trovo che sia tornato tutto in una zona d’ombra. Penso che l’Italia per molte ragioni, prima fra tutte la diffusa ipocrisia, non sia un paese ancora pronto per i Pacs. Al momento credo siano possibili soltanto all’estero o dentro un cartone animato”.
Lei ha collaborato anche con Dacia Maraini. Com’è nato e cosa è scaturito da questo sodalizio?
“Una mattina di settembre mentre accompagnavo mio figlio all’asilo mi ha chiamato Massimiliano, il mio editor in Tunué. Mi disse che aveva fatto vedere i libri della casa editrice a Dacia Maraini, per proporle un adattamento a fumetti di una sua opera teatrale. Maraini tra tutti ha scelto il mio tratto, quello di Gaia Blues, un libro per bambini senza parole con tematiche ambientali. Da lì è partito un bel periodo lavorativo, fatto di pastelli a olio e cartoncini colorati, che, tra le mille ansie, ha portato all’uscita del libro, accolto benissimo al Salone di Torino”.











0 commenti
Puoi essere il primo a lasciare un commento.