La maternità fornisce alle manager abilità uniche, ma resta un freno alla “scalata” professionale
Il 95% delle donne dirigenti ritiene che la maternità e l’educazione dei figli abbia fornito loro abilità uniche che possono essere trasferite nella professione. Il riferimento è alla capacità di motivare gli altri, maggiore elasticità e fiducia. E’ quanto emerge da un sondaggio internazionale condotto su un panel di donne manager da Korn/Ferry. Circa il 45% delle donne dirigenti d’azienda è però convinta che avere figli abbia ostacolato “abbastanza” le prospettive di crescita della loro carriera.
Secondo il sondaggio, un altro 8% ritiene che la maternità abbia in “grande misura” limitato il proprio percorso professionale. E ancora, il 29% delle donne intervistate hanno rinviato (19%) o hanno deciso di non avere figli (10%) per le loro carriere. Lo studio ha inoltre messo in evidenza il grande impatto che ha la tecnologia sull’equilibrio vita/lavoro per chi è genitore. Quasi l’80% delle donne che lavorano ritiene che la tecnologia abbia reso molto più facile conciliare professione e famiglia. “I risultati dimostrano che l’essere genitori offre un’importante formazione in psicologia, nella gestione del tempo e in diplomazia, abilità che possono facilmente essere applicate al business – commenta Barbara Valaperti, senior consultant di Korn/Ferry – un dato è certo: malgrado la spaccatura sulle prospettive, le donne, a livello mondiale, continuano a detenere meno del 15% delle posizioni dirigenziali presso le organizzazioni aziendali ed esiste ancora un divario salariale a tutti i livelli di leadership. A parità di incarichi le donne guadagnano il 25% in meno rispetto ai colleghi maschi che ricoprono le stesse posizioni”.











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